20/02/2012

L'INVOLUCRO

E inquietante vagare in questo posto,

rendersi conto della melassa,

delle persone,

dei sorrisi storditi,

nel sordo culo dei giorni,

a cavalcare emozioni ormai spente,

tristi paragoni che non sorridono più alla croce,

al paradiso,

alla mia virtuale e modesta solitudine.

Acerba e maligna,

non ha il valido sensore di commettere uno spavento,

nell'ombra,

silenziosa e acerba,

dal volto ragazzino,

continua a masturbarsi fissandomi,

vuole me,

la mia bocca,

fino all'ultima goccia,

vuole me,

questa carne,

l'involucro,

l'esterna obbligazione che si muove,

ma non abbaglia,

percepisce un mondo sotto cute e privo di cerniere.

11:47 Scritto da: anima-labile | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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