IL MARE, LE PRIGIONI, IL SOLSTIZIO

Com’è doloroso,

vivere questa trappola,

un eterna prigione,

che non mi consente di respirare,

sviare tutta la tensione,

il dramma,

della mia intera esistenza,

abbarbicata su alte sponde rocciose,

ove tutto s’infrange,

smarrendo ogni sorta di dignità umana,

il vessillo esteso di una cima di speranza,

una disarticolata mossa,

per azzardare un estremo salvataggio.

Com’è impetuoso,

il mare in burrasca che mi assale,

queste dannate onde,

che mi spingono giù,

per la gioia dei miei dettratori,

per tutti gli amici che mi sono lasciato alle spalle,

e per la costante  nemica,

dei loro volti,

adesso,

con l’obbiettivo di sputarmi agevolmente addosso.

Com’è implacabile,

l’urto sconsiderevole della vita,

che si abbatte su me,

una tempesta,

un diluvio senza freni,

un terremoto che non smette di scuotermi,

svegliarmi dall’irrealtà ..

O forse tutto ciò è davvero Presente,

mentre cerco di arrancare nel buio,

un finale dignitoso,

un umana presenza che si assottiglia,

un volto mai pago,

un abbraccio mai giunto a destinazione,

un amore che non ha saputo allontanarmi,

da questo ciclone spietato ..

Com’è arrendevole,

una lacrima,

quando funge da identità sparuta,

e le guance,

non più acclamano ad un applauso,

mentre scende il sipario,

mentre il cuore giace in solitario,

mentre l’artefizio idealizzato,

sortisce una trama più ostile ..

Com’è nostalgico,

essere capaci di guardare a Ieri,

imbattersi in sogni troppo violenti,

per comprenderne l’audacità,

le parallele predestinate da ogni mio sconquasso emotivo.

Oggi sono testimone della mia resa,

proprio per non mentire,

ammettendo di avere smesso,

di rincorrere quei momenti,

in cui la vita seppe avvilupparmi amabilmente.

IL MARE, LE PRIGIONI, IL SOLSTIZIOultima modifica: 2015-06-26T22:18:04+02:00da anima-labile
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