LIBRARSI LADDOVE MUOIONO LE PAROLE

Sento il rumore della gente,

ma non il colore.

Avverto il disprezzo degli individui,

ma non il cuore.

Seguo gli sguardi sommati a certe parole,

ma non le soluzioni.

Si narra,

che da qualche parte,

stanno aspettando solo te,

per dar vita alla festa,

alla premessa stoica della vita,

alla fragilità che non ti ha mai giovato.

Sento gli istinti sessuali ben pressati,

ma non li condivido.

Sento il bisogno di espandermi,

ma chiudo bene a chiave la porta.

Sento un avvincente finale per ogni storia,

ma ne ricapitolo solo il dolore aberrante.

Si dice,

di certi amori,

che prima o poi ritornano,

sperduti da chissà dove,

a riecheggiare in te,

nella tua pelle già saccheggiata.

A volte,

solo a volte,

però,

si smette di perdonare.

E in quel momento capisci,

il bisogno essenziale della solitudine,

da non volerla più barattare,

con nessun sbalzo d’umore.

L’affetto,

se muore,

nutre perseveranza dai ricordi.

E se sopravvivrò,

nell’abisso della tua mente,

allora certamente,

la mia anima sarà libera,

dai divieti carnali e terreni.

LIBRARSI LADDOVE MUOIONO LE PAROLEultima modifica: 2015-08-08T21:29:52+02:00da anima-labile
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